La festa di San Giuseppe, che si celebra oggi, ha origini molto antiche che risalgono alla tradizione pagana.

Il 19 Marzo è a tutti gli effetti la vigilia dell’equinozio di primavera,  quando si svolgevano i baccanali, i riti dionisiaci volti alla propiziazione della fertilità, caratterizzati da un’estrema licenziosità; ed è proprio nel mese di marzo che venivano svolti anche i riti di purificazione dei campi.

san_giuseppe

Nella tradizione cristiana San Giuseppe, oltre ad essere il patrono dei falegnami e degli artigiani, è anche il protettore dei poveri. Da ciò l’usanza presente in alcune regioni del sud, in particolare in sicilia e puglia (e qui a raddUSA fino a qualche anno fa) di invitare i poveri al banchetto dove il padrone di casa serviva i poveri, che siedevano alla tavola benedetta da un sacerdote.

 

Figura enigmatica quella di San Giuseppe, un uomo del quale non si trovano parole scritte (se non si considerano i vangeli apocrifi) e per questo divenuto simbolo di un grande e profondo insegnamento: il silenzio.

Il fatto che i festeggiamenti legati a questo personaggio si svolgano soprattutto in sicilia (e qui a raddUSA) potrebbe lasciare spazio a facili deduzioni.

La pratica del silenzio, inteso non solo come astensione dalla parola ma anche come tentativo di ridurre la quantità di pensieri, placare l’attività frenetica della mente, è una forma di disciplina spirituale…l’omertà è un’altra cosa.

 

E’ molto interessante il legame tra San Giuseppe ed i sogni.

Stando al racconto bibblico, il nostro santo, disorientato per i suoi piani che vengono sconvolti e per l’evidenza di ciò che appare agli occhi umani (la gravidanza di Maria) pensava addirittura a come attuare il ripudio richiesto dalla legge. Eppure una notte, mentre dorme, inattesa, arriva nei suoi sogni una voce chiara e inconfondibile: “Il bambino che lei aspetta è opera dello Spirito Santo”. Ed ecco che Giuseppe è disposto a credere all’incredibile.

Da quel momento la sua figura (insieme ad Abramo, Giacobbe, Davide e Salomone) entra a far parte dei custodi di un antichissimo insegnamento: Dio si serve dei sogni come strumento di comunicazione con gli esseri umani. Infatti quello di Giuseppe non è un sognare ad occhi aperti e a braccia conserte , è il sogno di un ideale per cui si lotta e ci si batte.

 

“I have a dream” diceva Martin Luther King nella sua profetica azione di pace contro il razzismo. C’è chi dice che “amare è sognare” e che solo allora si può credere ad un mondo diverso, ad una possibilità che diventa realtà.

Questo blog nasce oggi con l’intento di dare voce a questa speranza…una piccola voce…piccola come raddUSA.

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