UnCentrale a biomasse, altro non è che un inceneritore camuffato, come è stato evidenziato da
tecnici specializzati, un impianto assolutamente non necessario per le nostre comunità. L’inganno di questi impianti, nati
per produrre energia elettrica , sta nel fatto che sulla carta dovrebbero funzionare utilizzando solo materiali vegetali, ma
nella realtà funzionano bruciando rifiuti tossici in percentuali alte, come è già successo in altre centrali a biomasse
localizzate in Italia. La centrale a biomasse di Termoli, nel Molise, doveva bruciare solo prodotti vegetali, dopo un
controllo, sì è scoperto che venivano utilizzate sostanze altamente cancerogene (dalla rivista “Ambiente” n. 65/2007). V’a
ricordato che negli inventari europei delle immissioni di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto
spetta proprio alla combustione di biomass

biomassSiamo ormai abiutuati a sfogliare i quotidiani in maniera quasi robotica, automatica, senza prestare tanta attenzione a cio’ che si legge. Magari ci si sofferma qualche secondo in piu’ se un articolo recita parole come ” raddUSA “, “calatino” etc..

Ieri il nostro carissimo quotidiano “La Sicilia” pubblicava a pag. 5 una notizia riguardande il finanziamento di diversi progetti riguardanti la sicilia attraverso i fondi europei 2007-2013.

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Lillo Miceli (il “giornalista” autore dell’ articolo) scrive:

“I fondi strutturali europei 2007-2013 sono certamente «l’ultima occasione», ma possono rappresentare anche la «grande occasione» per fare il balzo in avanti definitivo (vedremo in quale baratro NDR). […]  Solo nel settore dell’energia, sono diversi milioni di euro che attendono di potere essere utilizzati. E si tratta di finanziamenti che non gravano per nulla sulle casse pubbliche, essendo investimenti di aziende private che hanno tutto l’interesse di migliorare le proprie infrastrutture per fornire migliori servizi agli utenti e realizzare maggiori utili. In molti casi, sono già state ottenute tutte le autorizzazioni amministrative. In altri, invece, a frenare la realizzazione delle opere è la frammentazione delle competenze. L’Enel da anni chiede di potere costruire una centrale di trasformazione nella Valle del Dittaino, in provincia di Enna, ma è ancora in attesa delle sospirate autorizzazioni. E solo colpa della burocrazia? Gli uffici hanno l’obbligo di verificare se i progetti presentati rispettano le norme di salvaguardia dell’ambiente perché non può essere consentito il solito arrembaggio, come è accaduto nel caso di alcuni impianti per la produzione di energia eolica (chissa’ a cosa si riferisce NDR). Ma guarda caso, le autorizzazioni le hanno ottenute alcuni di quei progetti poi caduti nella maglie della magistratura. “

A questo punto il raddUSAno medio che vede “Valle del Dittaino” sgrana gli occhi e legge con attenzione la notizia, visto che interessa da vicino, molto vicino, il nostro territorio.

 

Ma cosa si puo’ dedurre da una piu’ attenta analisi? Beh…nella stessa pagina si legge di rigassificatori, ferrovie, addirittura pannelli solari, di nessuna spesa per i contribuenti, di opportunita’ occupazionali e quant’altro.

Una bella notizia insomma. Ma cosa nasconde questo bel pot-pourri in salsa Scajola e (sniff-sniff) Micciche’, il che basterebbe a capire che qualcosa puzza…e tanto!

 

Andiamo al sodo! Quello che Enel Spa e il governo ci vogliono propinare non e’ altro che una meravigliosa Centrale a Biomasse come si evince dalle tante notizie on-line sull’argomento. Qui trovate delle informazioni generiche sul progetto (ci riserviamo di approfondire il tutto).

E’ di fondamentale importanza capire di cosa si parla. Cos’e’ una centrale a biomasse?

 

Una Centrale a biomasse, altro non è che un inceneritore camuffato, un impianto assolutamente inutile ed estremamente dannoso per le nostre comunità. L’inganno di questi impianti, nati per produrre energia elettrica, sta nel fatto che sulla carta dovrebbero funzionare utilizzando solo materiali vegetali, ma nella realtà funzionano bruciando rifiuti tossici in percentuali alte, come è già successo in altre centrali a biomasse localizzate in Italia. Ad esempio la centrale a biomasse di Termoli, nel Molise, doveva bruciare solo prodotti vegetali, dopo un controllo, sì è scoperto che venivano utilizzate sostanze altamente cancerogene (dalla rivista “Ambiente” n. 65/2007). Va ricordato che negli inventari europei delle immissioni di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto spetta proprio alla combustione di biomasse.

 

Gli studi condotti in europa e nel mondo non lasciano spazio ad alcun tipo di replica. Citiamo, tra i tanti, lo studio dei ricercatori dell’universita’ di Stoccolma e pubblicato sulla rivista Science, sull’enome nube marrone che incombe da tempo sull’oceano indiano e che ha destato l’attenzione della comunita’ scientifica internazionale. 

“l’enorme nube marrone che d’inverno si aggira sull’Oceano indiano e sui paesi dell’Asia del Sud e’ un ammasso di polveri inquinanti che derivano dalla combustione delle biomasse ed altri materiali usati come combustibile” […]  la produzione di energia avrebbe deleteri effetti sulla salute umana (perche’ questa combustione emette sostanze tossiche e particolato che causa malattie polmonari) e sull’ambiente; La nube marrone e’ un ulteriore campanello d’allarme, ridurre l’inquinamento anche attraverso la riduzione drastica dell’uso di biomasse deve divenire presto una priorita’.

 

 

Se sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico. Il cancro della cattiva amministrazione rischia di investire in pieno, nelle forme tumorali piu’ conosciute a tutti noi, il nostro territorio, culla del cereale base della dieta mediterranea. 

Ma che importa, tra qualche anno anche la nostra “festa del grano” forse subira’ un’alterazione genetica.

Tutti  pronti per la “festa del cancro” 2007-2013?

raddUSAtoday

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