Riprendiamo dopo la pausa con una riflessione sul lavoro fin qui svolto ed una breve analisi delle reazioni che abbiamo registrato in questi pochi mesi dalla nascita del blog.

Considerando la realtà raddUSAna era logico aspettarsi grande curiosità nei confronti di chi scrive, in fondo qualsiasi raddUSAno/a che si definisce tale deve fare i conti con la curiosità popolare, forte strumento di coesione sociale ma al tempo stesso gabbia culturale in cui rimbomba l’eco delle parole: “di cusì figghiu..?”.

Come più volte ribadito raddUSAtoday vuole essere uno strumento aperto a tutti e proprio per tutelare chi intende divulgare notizie, fatti ed opinioni, anche personali, preferiamo restare anonimi.

Coloro i quali hanno scritto e commentato sul blog ,anche privatamente, attraverso posta elettronica o facebook, sia per palesare forti malumori ed ingiurie, sia per rivolgerci apprezzamenti e spunti di riflessione, sono la riprova della validità dell’iniziativa ed unica nostra fonte di sostegno e vanto.

L’introduzione di una forma di informazione innovativa non vincolata ad alcuna formazione politica ha dato vita a diverse reazioni.

Dalla nascita di siti legati agli schieramenti politici già esistenti, alla censura (temporanea?) degli atti pubblici sul sito ufficiale del comune, alle dichiarazioni ufficiose (ed in quanto tali non riportate sul blog) da parte di amministratori e componenti della giunta e del consiglio comunale in relazione al blog.

Abbiamo provato più volte a contattare persone, organizzazioni, enti, società etc.. e nella stramaggioranza dei casi ci siamo trovati di fronte a veri e propri ostacoli, o peggio, ad un omertoso silenzio.

Tuttavia non demordiamo. Anche se le fonti, necessarie per poter scrivere di ciò che avviene nel nostro territorio, tacciono, cercheremo di leggere tra le righe delle poche parole che vengono rese pubbliche.

La (dis)organizzazione mafiocratica che governa la nostra regione vede il nostro paesello, da sempre, come una delle tante pedine nello scacchiere della ripartizione di voti (di scambio).

La gerarchia governativa attuale rappresenta uno svantaggio per l’attuale coalizione che amministra oggi raddUSA anche se poi, si sa, gli interessi economici vanno aldilà delle divisioni politiche. La differenza sta nel prezzo…e quello lo pagano sempre e solo i cittadini.

L’evidenza della crisi dell’attuale classe dirigente (senza distinzioni) e dei personaggi legati al morente sistema partitico, che infestano ancora le amministrazioni e gli enti delle varie realtà del territorio, si legge nei fatti.

Siamo in una stagnazione economica, culturale e politica senza precedenti e anche coloro che tradizionalmente “sinnifuttunu” ne vengono colpiti.

Ostinarci a cercare una luce percorrendo un tunnel senza via d’uscita è da sciocchi.

Trovare nuove soluzioni per organizzare la vita civile è l’unica alternativa possibile. E’ un cammino lungo e difficile ma gli esempi di democrazia partecipativa ci sono, funzionano e stanno venendo alla ribalta in molti paesi del mondo come risposta alle varie crisi finanziarie ed economiche.

La ricetta c’è già e prevede che i cittadini delle piccole realtà locali discutano e partecipino attivamente ad ogni singola decisione sui temi fondamentali quali energia, acqua, salute, cibo, attività economiche, mobilità etc..

Lo spirito di iniziativa, i mezzi e le informazioni non mancano.

Far si che il messaggio raggiunga la coscienza della gente è il passo più difficile.

Noi, nel nostro piccolo, ci proveremo.

raddUSA today

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