Dal mondo


Ecco i risultati del voto per l’elezione dei 72 rappresentanti italiani al parlamento europeo nel comune di raddUSA.

elezioni-europee

Votanti: 1427 (50% circa degli aventi diritto)

PARTITI


risultati europee 09 raddusa

(I radicali della lista Pannella-Bonino ed il movimento sociale-fiamma tricolore hanno ottenuto 8 voti)

I 10 CANDIDATI CHE HANNO RICEVUTO IL MAGGIOR NUMERO DI PREFERENZE:

TRIPI (PD)         234
LA VIA (PDL)        214
LOMBARDO (MPA)      198
BORSELLINO (PD)     190
ROMANO (UDC)         189
CROCETTA (PD)      165
MUSUMECI (MPA)       151
LANTIERI (UDC)      121
CIMINO (PDL)        77
STRANO (PDL)        66

TRIPI                    (PD)                          234

LA VIA                 (PDL)                       214

LOMBARDO        (Destra-MPA)       198

BORSELLINO     (PD)                          190

ROMANO             (UDC)                       189

CROCETTA          (PD)                          165

MUSUMECI        (Destra-MPA)         151

LANTIERI           (UDC)                        121

CIMINO                (PDL)                         77

STRANO               (PDL)                         66

ELETTI

I 6 candidati eletti che occuperanno le poltrone all’europarlamento per la circoscrizione Italia-insulare sono:

– BORSELLINO (PD)

– CROCETTA (PD)

– ALFANO (IDV)

– IACOLINO (PDL)

– LA VIA (PDL)

– ANTINORO (UDC)

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Riapriamo le danze! 
Avevamo lasciato Don Vito Bonsignore, gia’ in odor di santita’, alle prese con la caduta del “colosso” di Prodi, attraverso la societa’ MEC.
E’ importante puntualizzare che MEC è la società italiana che controlla la Gefip, società sempre di Vito Bonsignore, immischiata nei loschi affari di Bancopoli.
Riassumiamo un po il quadro della situazione.
Bonsignore è invischiato in Bancopoli, finanzia con la stessa società indagata il partito di (d)emente Mastella e Mastella, pochissimi mesi dopo, fa cadere il governo. Dite che c’è una relazione? Chissa’!
Nel frattempo avviene l’imprevisto: l’UDC rompe definitivamente (chissa’ per quanto ancora) con Silvio Berlusconi. Bonsignore, dopo aver fatto da “garante politico ed economico” in Bancopoli (questo secondo le accuse), con altri presunti esponenti del PiDueLle, e dopo aver contribuito alle casse sociali del partito transfugo di Mastella, volete che rimanga con un pugno di mosche in mano, senza una ricompensa da parte dell’amico Silvio?
No di certo! Neanche un mese dopo la caduta del “colosso” di Prodi, don Vito brucia Mastella e Dini sul tempo e con un balzo acrobatico degno di una medaglia alle olimpiadi della quadriglia, il 16 febbraio diventa, accolto con tutti gli onori, un membro del PiDueLle!
Grandioso! 
Il mistero della fede nel segreto del Liechtenstein
La storia del nostro santo potrebbe chiudersi qui, se non fosse che c’è un’altra faccenda ancora tutta da chiarire: i conti segreti degli italiani in Liechtenstein. 
Prima che i nomi dei titolari di tali conti segreti (ed illegali) venissero fuori, si vociferava di una caterva di esponenti politici legati alla faccenda. Una volta pubblicati i nomi, risulta presente un solo esponente politico oltre al reo-confesso Rocco Buttiglione che si giustificava affermando di aver lavorato a Vaduz. Indovinate chi?
Bravi! Avete indovinato anche questa volta!
5,5 milioni di euro ancora non spiegati in un conto in Liechtenstein di proprietà di San-don Vito Bonsignore.
Potremo dilungarci ulteriormente se consideriamo che sua figlia, Katia Bonsignore, è socia di Stefano Previti, figlio di Cesare Previti, all’interno della società Azzurra 2000, che si occupa di certificare le carte delle imprese edili per i lavori pubblici. Ma aspettiamo che questa unione di elementi “geneticamente selezionati” possa produrre quei frutti che i loro padri hanno regalato alla nazione prima di avanzare dei sospetti.
Terminiamo il nostro racconto con una piccola rassegna stampa che possa mettere in luce il legame che unisce don Vito alla nostra piccola comunita’, forte  testimonianza della fede nelle opere del nostro futuro santo patrono.
Chissa’ se l’ex cinema Lo Monaco, futuro centro culturale, diverra’ presto il simbolo del tributo di raddUSA a questo grande personaggio. Che ne dite? E’ forse blasfemo chiedere all’attuale sindaco di cambiare idea (nel caso non si fosse gia’ fatto)?
Ops…quasi dimenticavamo. Le domande non sono ben accette a raddUSA…figuriamoci le risposte.

buonsignore di calcutta                         Riapriamo le danze! 

 

Avevamo lasciato Don Vito Bonsignore, gia’ in odor di santita’, alle prese con la caduta del “colosso” di Prodi, attraverso la societa’ MEC.

E’ importante puntualizzare che MEC è la società italiana che controlla la Gefip, società sempre di Vito Bonsignore, immischiata nei loschi affari di Bancopoli.

 

 

 

Riassumiamo un po il quadro della situazione.

Bonsignore è invischiato in Bancopoli, finanzia con la stessa società indagata il partito di (d)emente Mastella e Mastella, pochissimi mesi dopo, fa cadere il governo. Dite che c’è una relazione? Chissa’!

Nel frattempo avviene l’imprevisto: l’UDC rompe definitivamente (chissa’ per quanto ancora) con Silvio Berlusconi. Bonsignore, dopo aver fatto da “garante politico ed economico” in Bancopoli (questo secondo le accuse), con altri presunti esponenti del PiDueLle, e dopo aver contribuito alle casse sociali del partito transfugo di Mastella, volete che rimanga con un pugno di mosche in mano, senza una ricompensa da parte dell’amico Silvio?

No di certo! Neanche un mese dopo la caduta del “colosso” di Prodi, don Vito brucia Mastella e Dini sul tempo e con un balzo acrobatico degno di una medaglia alle olimpiadi della quadriglia, il 16 febbraio diventa, accolto con tutti gli onori, un membro del PiDueLle!

Grandioso! 

E’ evidente cio’ che lega san-don Vito Bonsignore all’ex ministro della (in)giustizia Mastella (che guardacaso compare nel registro degli indagati in piu’ di un procedimento e da poco rinviato a giudizio). Il ballo dei partiti e delle poltrone, antica danza dalle origini ancestrali…e subito vengono in mente note meravigliose come quelle del ballo del potere.

Il mistero della fede nel segreto del Liechtenstein.

 

La storia del nostro santo potrebbe chiudersi qui, se non fosse che c’è un’altra faccenda ancora tutta da chiarire: i conti segreti degli italiani in Liechtenstein

Prima che i nomi dei titolari di tali conti segreti (ed illegali) venissero fuori, si vociferava di una caterva di esponenti politici legati alla faccenda. Una volta pubblicati i nomi, risulta presente un solo esponente politico oltre al reo-confesso Rocco Buttiglione che si giustificava affermando di aver lavorato a Vaduz. Indovinate chi?

Bravi! Avete indovinato anche questa volta!

5,5 milioni di euro ancora non spiegati (in un conto in Liechtenstein di proprietà di San-don Vito Bonsignore.

 

Epilogo(?)

Potremo dilungarci ulteriormente se consideriamo che sua figlia, Katia Bonsignore, è socia di Stefano Previti, figlio di Cesare Previti, all’interno della società Azzurra 2000, che si occupa di certificare le carte delle imprese edili per i lavori pubblici. Ma aspettiamo che questa unione di elementi “geneticamente selezionati” possa produrre quei frutti che i loro padri hanno regalato alla nazione prima di avanzare dei sospetti.  Dopotutto c’e’ ancora tempo per qualche altro colpo di coda per le vecchie iene delle repubbliche prima e seconda (san Vito Bonsignore e’ nuovamente candidato alle europee).

Caligola porto’ un cavallo in parlamento, ma si guardo’ bene dal fare entrare asini, vacche e maiali….figuriamoci le iene canute.

 

 

Terminiamo il nostro racconto con una piccola rassegna stampa che possa mchiarire il legame che unisce don Vito alla nostra piccola comunita’, forte  testimonianza della fede nelle opere del nostro, chissa’,  futuro santo patrono.

 bonsignore a raddusa             bonsignore e i raddusani a bruxelles              bonsignore raddusa rivoli   bonsignore ex cinema lo monaco

Da quanto viene riportato forse l’ex cinema Lo Monaco, futuro centro culturale, diverra’ presto il simbolo del tributo di raddUSA a questo grande personaggio. Che ne dite? E’ forse blasfemo chiedere all’attuale sindaco di cambiare idea (nel caso non lo avesse gia’ fatto)?

Ops…quasi dimenticavamo. Le domande non sono ben accette a raddUSA…figuriamoci le risposte.

 

raddUSA today

 

SAN-VITOLa venerazione di alcune icone politiche e’ una delle attivita’ piu’ in voga a raddUSA e fondamento dell’attivita’ politica dei componenti di varie giunte ed amministrazioni che si sono succedute nei secoli dei secoli…amen.

Oggi vi parliamo di San Vito Bonsignore.

Cerchiamo di ripercorrere, quindi, le tappe della sua carriera. Nato a Bronte (CT) il 3 luglio 1943, attualmente europarlamentare del PiDueLle e vicepresidente del Partito Popolare Europeo.

 

 

 

 

 

 

 

Cioccolatini in salsa DC.

Il ballo di San Vito ha inizio nella Democrazia Cristiana, dove subito dimostra il proprio talento: nel 1994, in pieno periodo Tangentopoli, viene condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tangenti relative agli appalti per la costruzione dell’ospedale di Asti. Riportiamo testuali parole da wikipedia: “Alberto Mario Zamorani, amministratore delegato di Metropolis, arrestato l’8 giugno 1992, ha raccontato alla procura di Torino, di una mazzetta di un centinaio di milioni pagata allora al sottosegretario andreottiano Bonsignore: consegnati in piazza Montecitorio, nascosti in una scatola di cioccolatini”.

Un democristiano D.O.C. insomma. 

 

Seconda Repubblica, l’Europa e Bancopoli.

Viste le qualita’ messe in mostra durante la prima repubblica entra immediatamente nel CCD di Casini, e, nella fusione con il CDU di Buttiglione, diventa un elemento di spicco del neonato UDC (oggi meglio noto  come Unione Dei Carcerati). Scompare però dalla politica parlamentare, almeno fino al 2004, quando viene candidato ed eletto come parlamentare europeo.

Non fa in tempo a prendere posizione in Europa che già si invischia in un ennesimo caso ricco di reati finanziari, accordi segreti e mosse illegali: lo scandalo Bancopoli. Per farla breve, l’Amministratore Delegato della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, arriva ad acquistare, con la complicità del governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio, il 15% di Banca Antonveneta, ma, grazie agli accordi privati con gli altri soci, detiene segretamente il controllo del 52% della società bancaria.

Indovinate chi è uno dei soci che partecipa al reato?

Semplice: San don Vito Bonsignore.

Nonostante con la sua società finanziaria Gefip partecipi con piccole quote, è un elemento chiave della truffa: è il legame tra Fiorani e il mondo della politica. Sarà lo stesso Fiorani, indagato dal GIP, a fare i nomi degli agganci politici necessari per l’acquisizione di Antonveneta: Luigi Grillo  (FI) , Aldo Brancher (FI) e appunto Vito Bonsignore (UDC).

E’ l’unico non-berlusconiano che avrebbe a che fare con la scalata anche se lo stesso Berlusconi è indirettamente coinvolto, dal momento che è uno degli azionisti di Hopa, una delle società alleate alla Banca di Lodi di Giampy Fiorani. Ma la non-berlusconeità di don Vito durerà ancora per poco.

 

 

La conversione al Berlusconismo e la caduta del “colosso” di Prodi.

Nel 2006 risulta eletto dall’esiguo voto popolare il governo di Romano Prodi. La spina nel fianco del governo non sarà la sinistra della coalizione, come molti temevano, bensì il piccolo partito dell’Udeur, capeggiato dallo stranoto (d)emente Mastella. E’ su di lui che il centrodestra punterà tutte le sue attenzioni, non sui senatori con mogli ed amichette desiderose di notorietà televisiva, non sul “dipietrista a tempo” Sergio De Gregorio e nemmeno su ignoti senatori australiani.

La storia politica è nota: il 24 gennaio del 2008 cade il governo di Romano Prodi. I “traditori”? Due nomi su tutti: Lamberto Dini e Clemente Mastella.
Vi chiederete…cosa ha a che fare questa storia con l’amato Don? Non e’ semplice visto che gli intrecci tra politica ed affari sono spesso difficili da comprendere poiche’ nebbiosi ed oscuri. Ci proviamo ugualmente.

Durante l’anno 2007, in pieno sostegno mastelliano al governo Prodi, il leader dell’Udeur riceve un finanziamento di 50 mila euro dalla società MEC (Management Engineering Consulting).

Tutto regolare, scritto nero su bianco, se non fosse che la MEC è la società di proprietà di don Vito Bonsignore. In altre parole, un esponente dell’opposizione, Don Vito, foraggia economicamente il partito di Mastella, che sta al governo. Chissà a quale scopo…

 

Non e’ stato possibile inserire in un solo articolo il racconto del ballo di San Vito Bonsignore, con il suo ritmo forsennato ha lasciato dietro se una mole considerevole di opere degne di lodi…lodi….lodi…

Rinviamo il resto della soap opera alla prossima puntata. Nel frattempo via alle danze al ritmo della taranta!

 

Stay tuned.

raddUSA today

freedom-house2Una delle notizie piu’ importanti di oggi, che con molta probabilita’ non verra’ attenzionata adeguatamente dai media, e’ l’uscita della classifica mondiale relativa alla liberta’ di stampa fornita dall’organizzazione americana Freedom House (non vi preoccupate, non ha niente a che fare con l’italiana “casa della liberta’).

L’italia nel 2009 e’ ufficialmente ‘partially free‘ (lo era anche nel 2006 ndr), cioe’ siamo in un semi-regime mediatico…niente di nuovo insomma.
Nella classifica uscita oggi il nostro paese e’ al 73′ posto a parimerito con le isole Tonga e preceduto da nazioni come Namibia, Guiana, Mali, Ghana, Suriname, Benin etc…

italia-p-free

Peccato non poter avere una stima relativa alla sicilia o alla sola provincia di catania che puo’ contare sull’autorevolissimo sistema editoriale di stampo mafioso firmato Ciancio Sanfilippo (editore de La Sicilia e non solo).

 

Chissa’ quale dibattito politico animera’ i prossimi giorni una rivelazione simile…
Si sa in fondo che in italia l’informazione non si preoccupa mai del suo stato di salute, in fondo ci sara’ un motivo per cui siamo una delle poche nazioni ad avere ancora un ordine (lobby) dei giornalisti istituito da Mussolini.

 

Se l’informazione e’ il termometro della democrazia, questo e’ un paese in agonia costante…ormai da troppo tempo.

Wake up!
raddUSAtoday

Visti i recenti accadimenti e la condizione di assoluto isolamento in cui la popolazione raddUSAna si è venuta a trovare per alcuni lavori “straordinari”, raddUSAtoday ha pensato di rivisitare quello che, gli organi di (dis)informazione e non, hanno proposto durante questa tragica giornata.

Non si può fare a meno di spendere almeno due paroline sulla qualità del giornalismo odierno, introducendo il “tiggì” più vergognoso che vanta questo paese: la linea a Studio Aperto.

Tra gli interventi degli esperti, alcune delle osservazioni più interessanti vengono esposte dal prof. Tozzi, pronto a mettere sul tavolo del dibattito, giudizi inappellabili inerenti tale problematica, nell’intervista che ha rilasciato e che potete rivedere qui:

Si è pensato inoltre di fornire delle informazioni riguardanti le mappe sismiche divulgate dall’istituto di geofisica e vulcanologia, relative all’italia ed in particolare a raddUSA (ci riserviamo di ritornare presto sull’argomento).


E’ sempre triste dover assistere a tanto dolore e meditare sulle cause ed i perché di uno scempio che si rinnova in tutta la sua drammaticità.
Ma va fatto.
La condizione di arretratezza dell’edilizia ed il ritardo nell’applicazione delle misure di sicurezza degli edifici trova legittimazione in coloro i quali parlano di “piano casa” e centrali nucleari per coprire operazioni di cementificazione (nel più lieve dei casi) del “belpaese”.

Viene spontaneo chiedersi cosa fare per limitare i danni dovuti ad un evento naturale imprevedibile e potenzialmente devastante come un terremoto, ma è altrettanto immediato pretendere di ricevere delle risposte sulle condizioni di criticità e di rischio delle strutture in cui si abita e si abiterà.
Viviamo, lavoriamo, facciamo figli, scopiamo e facciamo l’amore, preghiamo e bestemmiamo in case ed edifici sicuri?
Accompagnati da quali insicurezze porteremo i nostri cari, in scuole, asili, ospedali, negli anni a venire?

raddUSAtoday

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