SAN-VITOLa venerazione di alcune icone politiche e’ una delle attivita’ piu’ in voga a raddUSA e fondamento dell’attivita’ politica dei componenti di varie giunte ed amministrazioni che si sono succedute nei secoli dei secoli…amen.

Oggi vi parliamo di San Vito Bonsignore.

Cerchiamo di ripercorrere, quindi, le tappe della sua carriera. Nato a Bronte (CT) il 3 luglio 1943, attualmente europarlamentare del PiDueLle e vicepresidente del Partito Popolare Europeo.

 

 

 

 

 

 

 

Cioccolatini in salsa DC.

Il ballo di San Vito ha inizio nella Democrazia Cristiana, dove subito dimostra il proprio talento: nel 1994, in pieno periodo Tangentopoli, viene condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per tangenti relative agli appalti per la costruzione dell’ospedale di Asti. Riportiamo testuali parole da wikipedia: “Alberto Mario Zamorani, amministratore delegato di Metropolis, arrestato l’8 giugno 1992, ha raccontato alla procura di Torino, di una mazzetta di un centinaio di milioni pagata allora al sottosegretario andreottiano Bonsignore: consegnati in piazza Montecitorio, nascosti in una scatola di cioccolatini”.

Un democristiano D.O.C. insomma. 

 

Seconda Repubblica, l’Europa e Bancopoli.

Viste le qualita’ messe in mostra durante la prima repubblica entra immediatamente nel CCD di Casini, e, nella fusione con il CDU di Buttiglione, diventa un elemento di spicco del neonato UDC (oggi meglio noto  come Unione Dei Carcerati). Scompare però dalla politica parlamentare, almeno fino al 2004, quando viene candidato ed eletto come parlamentare europeo.

Non fa in tempo a prendere posizione in Europa che già si invischia in un ennesimo caso ricco di reati finanziari, accordi segreti e mosse illegali: lo scandalo Bancopoli. Per farla breve, l’Amministratore Delegato della Banca Popolare di Lodi, Giampiero Fiorani, arriva ad acquistare, con la complicità del governatore di Banca d’Italia Antonio Fazio, il 15% di Banca Antonveneta, ma, grazie agli accordi privati con gli altri soci, detiene segretamente il controllo del 52% della società bancaria.

Indovinate chi è uno dei soci che partecipa al reato?

Semplice: San don Vito Bonsignore.

Nonostante con la sua società finanziaria Gefip partecipi con piccole quote, è un elemento chiave della truffa: è il legame tra Fiorani e il mondo della politica. Sarà lo stesso Fiorani, indagato dal GIP, a fare i nomi degli agganci politici necessari per l’acquisizione di Antonveneta: Luigi Grillo  (FI) , Aldo Brancher (FI) e appunto Vito Bonsignore (UDC).

E’ l’unico non-berlusconiano che avrebbe a che fare con la scalata anche se lo stesso Berlusconi è indirettamente coinvolto, dal momento che è uno degli azionisti di Hopa, una delle società alleate alla Banca di Lodi di Giampy Fiorani. Ma la non-berlusconeità di don Vito durerà ancora per poco.

 

 

La conversione al Berlusconismo e la caduta del “colosso” di Prodi.

Nel 2006 risulta eletto dall’esiguo voto popolare il governo di Romano Prodi. La spina nel fianco del governo non sarà la sinistra della coalizione, come molti temevano, bensì il piccolo partito dell’Udeur, capeggiato dallo stranoto (d)emente Mastella. E’ su di lui che il centrodestra punterà tutte le sue attenzioni, non sui senatori con mogli ed amichette desiderose di notorietà televisiva, non sul “dipietrista a tempo” Sergio De Gregorio e nemmeno su ignoti senatori australiani.

La storia politica è nota: il 24 gennaio del 2008 cade il governo di Romano Prodi. I “traditori”? Due nomi su tutti: Lamberto Dini e Clemente Mastella.
Vi chiederete…cosa ha a che fare questa storia con l’amato Don? Non e’ semplice visto che gli intrecci tra politica ed affari sono spesso difficili da comprendere poiche’ nebbiosi ed oscuri. Ci proviamo ugualmente.

Durante l’anno 2007, in pieno sostegno mastelliano al governo Prodi, il leader dell’Udeur riceve un finanziamento di 50 mila euro dalla società MEC (Management Engineering Consulting).

Tutto regolare, scritto nero su bianco, se non fosse che la MEC è la società di proprietà di don Vito Bonsignore. In altre parole, un esponente dell’opposizione, Don Vito, foraggia economicamente il partito di Mastella, che sta al governo. Chissà a quale scopo…

 

Non e’ stato possibile inserire in un solo articolo il racconto del ballo di San Vito Bonsignore, con il suo ritmo forsennato ha lasciato dietro se una mole considerevole di opere degne di lodi…lodi….lodi…

Rinviamo il resto della soap opera alla prossima puntata. Nel frattempo via alle danze al ritmo della taranta!

 

Stay tuned.

raddUSA today

Operazione spia o sinnacuEsattamente 11 giorni fa abbiamo inviato una e-mail al sindaco di raddUSA Geom. Cosimo Marotta, nella quale chiedevamo di concederci un’intervista tramite e-mail e quindi rispondere ad alcune domande proposte dal blog e dai  suoi lettori.

Il 14 maggio abbiamo inviato una ulteriore e-mail allo stesso indirizzo precisando quanto segue:

“..non facciamo parte di nessuna fazione politica ne siamo parenti di consiglieri, amici di amici o quant’altro. Desideriamo solo rivolgerLe alcune domande. Sappiamo che Le rubiamo del tempo, ma un semplice “si” o “no” puo’ anche bastare, almeno saremo certi del fatto che in qualche modo e’ possibile comunicare con il comune di raddUSA.  “

Vista la giovane eta’ del sindaco raddUSAno contavamo di poter ricevere una risposta ed utilizzare la posta elettronica per l’intervista. Credevamo che l’utilizzo delle “nuove” tecnologie non fosse un’ostacolo in questo caso. Lo stesso sarebbe stato forse improponibile con il vecchio (in tutti i sensi) sindaco e attuale consigliere prof. Giovanni Allegra, splendido esempio di quella gerontocrazia che ha fallito e che ancora oggi cerca di occupare la scena politica, locale e non, come se le qualita’ adatte allo scopo fossero direttamente proporzionali alla grandezza della prostata.

Eppure l’attenzione dell’attuale amministrazione verso le “nuove” (per modo di dire) tecnologie sembrava palese viste le recenti, e discutibilissime, iniziative (contiamo di scrivere qualcosa in merito):

 http://www.comune.raddusa.ct.it/dettcom.asp?id=104&idTipo=3

ma con rammarico registriamo che ad oggi nessuna risposta e’ arrivata alla nostra casella e-mail (raddusatoday@gmail.com).

Lanciamo quindi un appello a tutti i nostri carissimi lettori.  

Operazione “Spia o’ sinnacu”

———————————————————————————————–

Inviate una e-mail all’indirizzo: sindaco@comune.raddusa.ct.it

-Oggetto: “Spia o’ sinnacu”

-testo:  

Gentile Sindaco,

per quali motivi il comune di raddUSA non risponde alle e-mail dei cittadini che vogliono porLe delle domande?

———————————————————————————————–

Passate parola.

raddUSA today

 

P.S: Nel caso in cui il Geom. Cosimo Marotta dovesse cambiare idea inviateci pure le domande che vorreste porre al nostro sindaco. 

 

email.2              La parola a voi…

 

 

 

 

 

Carissimo today

 

Ho avuto modo di esprimervi la mia personale simpatia anche se non vi conosco e, a quanto mi è dato sapere, non mi sarà data possibilità alcuna di soddisfare la mia curiosità. Rispetto la vostra scelta di rimanere anonimi anche se non la condivido .

 

Recentemente ho avuto modo di leggere il vostro articolo dal titolo “Festa del cancro” e il contenuto mi trova d’accordo soprattutto quando esortate i lettori ad essere più attenti e a sapere leggere tra le righe di un giornale.

 

Mi vengono spontanee alcune riflessioni che voglio condividere con voi

 

Ben 3 italiani su quattro ( stando almeno ai sondaggi) approvano l’azione governativa di Berlusconi Il picco di questa popolarità il presidente del consiglio l’ha raggiunto grazie al terremoto in Abruzzo. E’ stato calcolato che il nostro presidente del Consiglio si è recato ben tredici volte nei luoghi del terremoto : ha abbracciato vecchi , giocato con bambini, sempre naturalmente accompagnato dalle televisioni. Prodi, nel 1997, in occasione del terremoto in Umbria, ci è stato una sola volta, dopo un mese. Il decreto per la ricostruzione varato dal Governo Prodi è rimasto un indiscusso esempio di efficienza e di ottima amministrazione: tutti hanno avuto ricostruito la propria casa senza sborsare una sola lira. Tanto che nel salotto di Porta a porta lo stesso Bruno Vespa incalzava ( per modo di dire) Berlusconi chiedendo che fosse riproposto il decreto dell’Umbria per le popolazioni abruzzesi

 

Il decreto varato da Berlusconi, invece, se ci sofferma a leggerlo in profondità e non ascoltando slogans mostra tutta la sua realtà . I soldi sono solo virtuali, basandosi su stanziamenti di previsione di incassi crescenti delle lotterie. I famosi 150.000 euro (limite massimo dell’erogazione) saranno dati in tre tranche di cui solo 50.000 euro sono soldi veri, gli altri sono recuperabili come credito d’imposta e mutuo. Eppure Berlusconi è popolarissimo, Prodi è già nel dimenticatoio. . La verità è che nella nostra società quello che conta è apparire non essere , la realtà è quella che inquadra la telecamera e non quella dura di ogni giorno .

 

In una società che ha perduto i suoi valori di riferimento l’illusione è diventata realtà . Solamente così si spiegano le migliaia e migliaia di adolescenti che fanno di tutto per apparire in un reality o in fiction. Sarebbe, però semplicistico e anche fuorviante attribuire tutto il successo di Berlusconi all’utilizzo delle televisioni e della stampa (che lui ,dice, con un candore disarmante di averle tutte contro), perché è anche vero che buona parte di questo successo si deve all’incapacità di una sinistra, che definirei “invertebrata” che non ha saputo presentare un vero modello alternativo di una società più giusta e più uguale.

 

La mia domanda è semplice : siamo destinati a morire tutti berlusconiani o c’è qualche speranza che qualcosa cambi ?

 

Ma come ha detto qualcuno , la speranza appartiene ai figli, noi adulti abbiamo sperato e spesso abbiamo perso. Auguri, quindi, a voi tutti.

 

Catilina

peppino impastatoTrentuno anni fa Cosa Nostra uccideva a Cinisi (PA), il militante di Democrazia proletaria e giornalista, Peppino Impastato.

Trentunanni fa Cosa Nostra uccideva a Cinisi (PA), il militante di Democrazia proletaria e giornalista, Peppino Impastato.
Nato il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa – il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi ed il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una Giulietta al tritolo nel 1963.
Ancora ragazzo, Peppino tronca il rapporto con il genitore, iniziando la sua attivita’ di denuncia dello strapotere mafioso che imperversa(va) nella provincia di Palermo.
Nel 1976  Peppino fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata, con cui informa quotidianamente i propri concittadini sui delitti e gli affari dei mafiosi e dei politici di Cinisi.
La trasmissione satirica e irriverente attraverso la quale Peppino e i suoi compagni denunciavano le malefatte dei personaggi locali recava il titolo “Onda pazza”, dove con parole arrabbiate ed ironiche sfidava quel potere, così “normale” per suo padre, rappresentato dal boss Tano Badalamenti, che Peppino dipinge come il grande capo “Tano seduto”.
Le parole di Peppino, cosi’ forti e piene di vitalita’, si schiantano contro il muro dell’omerta’ dilagante tanto cara a Cosa Nostra che, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, decide di porre fine alla sua vita.
Il ricordo del suo impegno e le sue parole, crediamo, debbano restare impresse nella coscienza di chi, ancora oggi, denuncia e grida:
“La mafia è una montagna di merda”
(Peppino Impastato)

raddUSA today

 

Nato il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa  –  il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi ed il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una Giulietta al tritolo nel 1963. Ancora ragazzo, Peppino tronca il rapporto con il genitore, iniziando la sua attivita’ di denuncia dello strapotere mafioso che imperversa(va) nella provincia di Palermo.

Nel 1976 fonda “Radio Aut“, radio privata autofinanziata, con cui informa quotidianamente i propri concittadini sui delitti e gli affari dei mafiosi e dei politici di Cinisi.

La trasmissione satirica e irriverente attraverso la quale Peppino e i suoi compagni denunciavano le malefatte dei personaggi locali recava il titolo “Onda pazza”, dove con parole arrabbiate ed ironiche sfidava quel potere, così “normale” per suo padre, rappresentato dal boss Gaetano Badalamenti, che Peppino dipinge come il grande capo “Tano seduto”.

 

Le parole di Peppino, cosi’ forti e piene di vitalita’, si schiantano contro il muro dell’omerta’ dilagante tanto cara a Cosa Nostra che, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, decide di porre fine alla sua vita.

 

Il ricordo del suo impegno e le sue parole, crediamo, debbano restare impresse nella coscienza di coloro i quali, ancora oggi, denunciano e gridano, ma anche in chi purtroppo tace, una grande verita’:

La mafia è una montagna di merda

(Peppino Impastato)

 

raddUSA today

 

 

UnCentrale a biomasse, altro non è che un inceneritore camuffato, come è stato evidenziato da
tecnici specializzati, un impianto assolutamente non necessario per le nostre comunità. L’inganno di questi impianti, nati
per produrre energia elettrica , sta nel fatto che sulla carta dovrebbero funzionare utilizzando solo materiali vegetali, ma
nella realtà funzionano bruciando rifiuti tossici in percentuali alte, come è già successo in altre centrali a biomasse
localizzate in Italia. La centrale a biomasse di Termoli, nel Molise, doveva bruciare solo prodotti vegetali, dopo un
controllo, sì è scoperto che venivano utilizzate sostanze altamente cancerogene (dalla rivista “Ambiente” n. 65/2007). V’a
ricordato che negli inventari europei delle immissioni di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto
spetta proprio alla combustione di biomass

biomassSiamo ormai abiutuati a sfogliare i quotidiani in maniera quasi robotica, automatica, senza prestare tanta attenzione a cio’ che si legge. Magari ci si sofferma qualche secondo in piu’ se un articolo recita parole come ” raddUSA “, “calatino” etc..

Ieri il nostro carissimo quotidiano “La Sicilia” pubblicava a pag. 5 una notizia riguardande il finanziamento di diversi progetti riguardanti la sicilia attraverso i fondi europei 2007-2013.

la-sicilia-06-051

Lillo Miceli (il “giornalista” autore dell’ articolo) scrive:

“I fondi strutturali europei 2007-2013 sono certamente «l’ultima occasione», ma possono rappresentare anche la «grande occasione» per fare il balzo in avanti definitivo (vedremo in quale baratro NDR). […]  Solo nel settore dell’energia, sono diversi milioni di euro che attendono di potere essere utilizzati. E si tratta di finanziamenti che non gravano per nulla sulle casse pubbliche, essendo investimenti di aziende private che hanno tutto l’interesse di migliorare le proprie infrastrutture per fornire migliori servizi agli utenti e realizzare maggiori utili. In molti casi, sono già state ottenute tutte le autorizzazioni amministrative. In altri, invece, a frenare la realizzazione delle opere è la frammentazione delle competenze. L’Enel da anni chiede di potere costruire una centrale di trasformazione nella Valle del Dittaino, in provincia di Enna, ma è ancora in attesa delle sospirate autorizzazioni. E solo colpa della burocrazia? Gli uffici hanno l’obbligo di verificare se i progetti presentati rispettano le norme di salvaguardia dell’ambiente perché non può essere consentito il solito arrembaggio, come è accaduto nel caso di alcuni impianti per la produzione di energia eolica (chissa’ a cosa si riferisce NDR). Ma guarda caso, le autorizzazioni le hanno ottenute alcuni di quei progetti poi caduti nella maglie della magistratura. “

A questo punto il raddUSAno medio che vede “Valle del Dittaino” sgrana gli occhi e legge con attenzione la notizia, visto che interessa da vicino, molto vicino, il nostro territorio.

 

Ma cosa si puo’ dedurre da una piu’ attenta analisi? Beh…nella stessa pagina si legge di rigassificatori, ferrovie, addirittura pannelli solari, di nessuna spesa per i contribuenti, di opportunita’ occupazionali e quant’altro.

Una bella notizia insomma. Ma cosa nasconde questo bel pot-pourri in salsa Scajola e (sniff-sniff) Micciche’, il che basterebbe a capire che qualcosa puzza…e tanto!

 

Andiamo al sodo! Quello che Enel Spa e il governo ci vogliono propinare non e’ altro che una meravigliosa Centrale a Biomasse come si evince dalle tante notizie on-line sull’argomento. Qui trovate delle informazioni generiche sul progetto (ci riserviamo di approfondire il tutto).

E’ di fondamentale importanza capire di cosa si parla. Cos’e’ una centrale a biomasse?

 

Una Centrale a biomasse, altro non è che un inceneritore camuffato, un impianto assolutamente inutile ed estremamente dannoso per le nostre comunità. L’inganno di questi impianti, nati per produrre energia elettrica, sta nel fatto che sulla carta dovrebbero funzionare utilizzando solo materiali vegetali, ma nella realtà funzionano bruciando rifiuti tossici in percentuali alte, come è già successo in altre centrali a biomasse localizzate in Italia. Ad esempio la centrale a biomasse di Termoli, nel Molise, doveva bruciare solo prodotti vegetali, dopo un controllo, sì è scoperto che venivano utilizzate sostanze altamente cancerogene (dalla rivista “Ambiente” n. 65/2007). Va ricordato che negli inventari europei delle immissioni di diossine e idrocarburi policiclici aromatici, il primato assoluto spetta proprio alla combustione di biomasse.

 

Gli studi condotti in europa e nel mondo non lasciano spazio ad alcun tipo di replica. Citiamo, tra i tanti, lo studio dei ricercatori dell’universita’ di Stoccolma e pubblicato sulla rivista Science, sull’enome nube marrone che incombe da tempo sull’oceano indiano e che ha destato l’attenzione della comunita’ scientifica internazionale. 

“l’enorme nube marrone che d’inverno si aggira sull’Oceano indiano e sui paesi dell’Asia del Sud e’ un ammasso di polveri inquinanti che derivano dalla combustione delle biomasse ed altri materiali usati come combustibile” […]  la produzione di energia avrebbe deleteri effetti sulla salute umana (perche’ questa combustione emette sostanze tossiche e particolato che causa malattie polmonari) e sull’ambiente; La nube marrone e’ un ulteriore campanello d’allarme, ridurre l’inquinamento anche attraverso la riduzione drastica dell’uso di biomasse deve divenire presto una priorita’.

 

 

Se sbagliare e’ umano, perseverare e’ diabolico. Il cancro della cattiva amministrazione rischia di investire in pieno, nelle forme tumorali piu’ conosciute a tutti noi, il nostro territorio, culla del cereale base della dieta mediterranea. 

Ma che importa, tra qualche anno anche la nostra “festa del grano” forse subira’ un’alterazione genetica.

Tutti  pronti per la “festa del cancro” 2007-2013?

raddUSAtoday

freedom-house2Una delle notizie piu’ importanti di oggi, che con molta probabilita’ non verra’ attenzionata adeguatamente dai media, e’ l’uscita della classifica mondiale relativa alla liberta’ di stampa fornita dall’organizzazione americana Freedom House (non vi preoccupate, non ha niente a che fare con l’italiana “casa della liberta’).

L’italia nel 2009 e’ ufficialmente ‘partially free‘ (lo era anche nel 2006 ndr), cioe’ siamo in un semi-regime mediatico…niente di nuovo insomma.
Nella classifica uscita oggi il nostro paese e’ al 73′ posto a parimerito con le isole Tonga e preceduto da nazioni come Namibia, Guiana, Mali, Ghana, Suriname, Benin etc…

italia-p-free

Peccato non poter avere una stima relativa alla sicilia o alla sola provincia di catania che puo’ contare sull’autorevolissimo sistema editoriale di stampo mafioso firmato Ciancio Sanfilippo (editore de La Sicilia e non solo).

 

Chissa’ quale dibattito politico animera’ i prossimi giorni una rivelazione simile…
Si sa in fondo che in italia l’informazione non si preoccupa mai del suo stato di salute, in fondo ci sara’ un motivo per cui siamo una delle poche nazioni ad avere ancora un ordine (lobby) dei giornalisti istituito da Mussolini.

 

Se l’informazione e’ il termometro della democrazia, questo e’ un paese in agonia costante…ormai da troppo tempo.

Wake up!
raddUSAtoday

biutiful_cauntri-13Il tema dell’ecomafia e della criminalità ambientale viene diffusamente trattato negli ultimi anni nei rapporti istituzionali sulla criminalità organizzata. Sono infatti numerose le citazioni dell’interesse delle organizzazioni criminali, anche di stampo mafioso, al ciclo, legale e illegale, dei rifiuti.

 

Mentre a Palermo e Messina le indagini delle Procure e della Dia scoperchiano e (alle volte) scardinano gli affari di Cosa Nostra nel business dell’immondizia, sul versante catanese la Procura descrive una realtà in netta contraddizione con il resto della Sicilia.

 

“Nel territorio siciliano la criminalità organizzata, anche quella di stampo mafioso, si è sempre poco interessata al problema concernente le attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti “.

Questa la sconcertante affermazione fatta, nel corso dell’audizione tenuta davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti pochi anni fa, dall’ormai ex procuratore aggiunto della Repubblica di Catania, Vincenzo Serpotta (proprio oggi si e’ insediato il neo procuratore Michelangelo Patanè). La dichiarazione, riportata nella Relazione territoriale sulla Sicilia, dimostra come la criminalità ambientale non sia, ancora oggi, conosciuta in tutta la sua ampiezza e neppure siano approfonditamente valutati i suoi legami con la criminalità di stampo mafioso.

“Il presunto disinteresse della criminalità organizzata di stampo mafioso per i rifiuti è il sintomo – secondo quanto afferma la stessa commissione d’inchiesta – di una non adeguata attività di repressione che si registra in alcune realtà come quella catanese”. Queste difficoltà, secondo la Commissione, sono riconducibili a una carenza di formazione delle forze di polizia, che destinano a questo settore investigativo poco personale; la mancanza di controlli da parte degli organi amministrativi (in primo luogo, l’Arpa , la cui efficienza e’ deducibile dall’organizzazione del sito ufficiale); il deficit di esperienza degli stessi magistrati addetti alla sezione specializzata, in buona parte uditori giudiziari. “Non si può infatti ritenere – afferma la Commissione avvalendosi delle dichiarazioni degli organi inquirenti delle altre Procure siciliane – che il circuito degli illeciti ambientali sia estraneo al panorama criminale siciliano”.

Il quadro che viene fuori dalle audizioni e dalle missioni della Commissione è allarmante: “Il territorio – scrive la Commissione – è soggetto all’intenso sfruttamento criminale delle organizzazioni mafiose (…) e si constata la sostanziale assenza di qualsivoglia significativa attività investigativa diretta ad ottenere, sia pure in forma embrionale, l’emersione dei fenomeni criminali che interessano il territorio anche sul versante dei rifiuti”.

Mentre la presenza della mafia non viene “riscontrata”, qualcosa si e’ mosso per quanto riguarda, più in generale, i fenomeni d’illegalità ambientale. Un notevole aumento delle violazioni, in special modo di quelle legate alla gestione di rifiuti provenienti da attività industriali.

Purtroppo, nonostante questa piccola buona notizia, la realta’ dei fatti deve fare i conti con un’altro fenomeno mafioso ancora piu’ invadente ed articolato. L’informazione!

Non si ha traccia, almeno sulla stampa on-line (archivi compresi), di una notizia apparsa su un rapporto di legambiente del 2006 sull’ecomafia siciliana che recita:

Raddusa 22/09/05: denunciato il responsabile di una discarica di rifiuti speciali scoperta a Raddusa dalla Guardia di Finanza di Catania.

Purtroppo non siamo riusciti a trovare altre informazioni per approfondire tale notizia, ma abbiamo deciso di fare una piccola indagine sul territorio per dare un’idea della situazione odierna. In pochi minuti abbiamo collezionato i seguenti scatti.

 

Da queste immagini e’ possibile notare come il fenomeno interessi raddUSA (e non solo) in modo quasi “naturale”. Come se faccia parte del bagaglio storico-ambientale-culturale di questo paese. Attenzione, l’ecomafioso non e’ solo colui che specula su questo fenomeno, ma anche chi tace o fa finta di niente e scarica ethernit, materiali chimici, amianto e compagnia bella nei posti piu’ disparati del nostro territorio.

 

Se la dichiarazione di Serpotta ci lascia sconvolti, ancor di piu’ dovrebbe terrorizzarci il silenzio meschino delle amministrazioni passate, presenti (e probabilmente future) e delle forze dell’ordine che dovrebbero interessarsi attivamente alla salvaguardia del territorio e della salute dei cittadini.

Ma qui si parla d’altro…qui siamo a raddUSA.

raddUSAtoday