Sono (ri)partiti in questi giorni di pioggia a tratti torrenziale, i lavori in contrada S. Nicolo’ per rendere accessibili gli alloggi di edilizia residenziale pubblica (un tempo note come case popolari). “Presto” quindi gli aventi diritto, che hanno partecipato (anche piu’ volte) al bando per l’assegnazione, avranno la possibilita’ di usufruire di una casa, o quantomeno di poterla raggiungere.

 

Ma ripercorriamo un po la storia di questa “grande opera” avvalendoci dell’unico organo di “informazione” che raddUSA ha avuto negli ultimi anni, cioe’ “Raddusa notizie” aka “Raddusa informa” aka Francesco (detto Ciccio) Grassia – Giovanni Allegra editore. 

Nel numero 29 del marzo 2006 i cittadini raddUSAni venivano informati della consegna (di gran parte) dei succitati alloggi  in un articolo che recitava:

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Saranno consegnati quanto prima agli aventi diritto i 30 alloggi di edilizia residenziale pubblica realizzati in contrada San Nicolo’, nei pressi dell’omonimo villaggio, alla periferia est del paese. Si tratta di sei palazzine ognuna delle quali comprende cinque alloggi di quattro vani piu’ servizi, con terrazze e balconi di prospetto, e con cinque locali a piano terra per autorimessa e deposito. Il nuovo complesso residenziale pubblico e’ stato realizzato dall’Amministrazione Comunale su progetto dell’Architetto Vincenzo Bonaccorso, e finanziato,  per l’intero importo di quasi 3 milioni di euro, con mutuo contratto presso la Cassa Depositi e Prestiti.

“I lavori – ha detto il Sindaco Prof. Giovanni Allegra,  visibilmente soddisfatto – si sono conclusi entro i termini stabiliti e presto gli alloggi saranno assegnati agli aventi diritto secondo l’apposita graduatoria che sara’ redatta dall’ufficio competente e che, come prevede la legge, sara’ pubblicata all’Albo Pretorio del Comune di Raddusa”.


Oggi, Aprile 2009,  si puo’ assistere al “disboscamento” e al completamento dei lavori di un progetto che ha previsto, con ulteriori finanziamenti da parte della regione, la costruzione di altre 2 palazzine, e che sembrava destinato ad essere ricordato come una delle tante cattedrali (di cemento) nel deserto, di cui l’italia e’ orgogliosa primatista a livello mondiale.

In molti a raddUSA ormai pensavano che anziche’ di alloggi pubblici si trattasse di case per i piccioni o di un raro esempio di verde pubblico raddUSAno. Per chi si fosse perso lo spettacolo ecco qualche scatto che riassume lo stato di degrado in cui versa(va) la “grande opera” cittadina.

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E’ possibile notare da queste immagini come siano rimaste, a disposizione di chiunque ne dovesse avere bisogno, alcune caldaie. Quindi se vi trovate a passare da quelle parti affrettatevi perche’ presto (?!?) i futuri inquilini potrebbero rivendicarne la proprieta’.

 

to be continued..

raddUSAtoday