peppino impastatoTrentuno anni fa Cosa Nostra uccideva a Cinisi (PA), il militante di Democrazia proletaria e giornalista, Peppino Impastato.

Trentunanni fa Cosa Nostra uccideva a Cinisi (PA), il militante di Democrazia proletaria e giornalista, Peppino Impastato.
Nato il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa – il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi ed il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una Giulietta al tritolo nel 1963.
Ancora ragazzo, Peppino tronca il rapporto con il genitore, iniziando la sua attivita’ di denuncia dello strapotere mafioso che imperversa(va) nella provincia di Palermo.
Nel 1976  Peppino fonda “Radio Aut”, radio privata autofinanziata, con cui informa quotidianamente i propri concittadini sui delitti e gli affari dei mafiosi e dei politici di Cinisi.
La trasmissione satirica e irriverente attraverso la quale Peppino e i suoi compagni denunciavano le malefatte dei personaggi locali recava il titolo “Onda pazza”, dove con parole arrabbiate ed ironiche sfidava quel potere, così “normale” per suo padre, rappresentato dal boss Tano Badalamenti, che Peppino dipinge come il grande capo “Tano seduto”.
Le parole di Peppino, cosi’ forti e piene di vitalita’, si schiantano contro il muro dell’omerta’ dilagante tanto cara a Cosa Nostra che, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, decide di porre fine alla sua vita.
Il ricordo del suo impegno e le sue parole, crediamo, debbano restare impresse nella coscienza di chi, ancora oggi, denuncia e grida:
“La mafia è una montagna di merda”
(Peppino Impastato)

raddUSA today

 

Nato il 5 gennaio 1948, da una famiglia mafiosa  –  il padre Luigi era stato inviato al confino durante il periodo fascista, lo zio e altri parenti erano mafiosi ed il cognato del padre era il capomafia Cesare Manzella, ucciso con una Giulietta al tritolo nel 1963. Ancora ragazzo, Peppino tronca il rapporto con il genitore, iniziando la sua attivita’ di denuncia dello strapotere mafioso che imperversa(va) nella provincia di Palermo.

Nel 1976 fonda “Radio Aut“, radio privata autofinanziata, con cui informa quotidianamente i propri concittadini sui delitti e gli affari dei mafiosi e dei politici di Cinisi.

La trasmissione satirica e irriverente attraverso la quale Peppino e i suoi compagni denunciavano le malefatte dei personaggi locali recava il titolo “Onda pazza”, dove con parole arrabbiate ed ironiche sfidava quel potere, così “normale” per suo padre, rappresentato dal boss Gaetano Badalamenti, che Peppino dipinge come il grande capo “Tano seduto”.

 

Le parole di Peppino, cosi’ forti e piene di vitalita’, si schiantano contro il muro dell’omerta’ dilagante tanto cara a Cosa Nostra che, nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, con una carica di tritolo posta sotto il suo corpo adagiato sui binari della ferrovia Palermo-Trapani, decide di porre fine alla sua vita.

 

Il ricordo del suo impegno e le sue parole, crediamo, debbano restare impresse nella coscienza di coloro i quali, ancora oggi, denunciano e gridano, ma anche in chi purtroppo tace, una grande verita’:

La mafia è una montagna di merda

(Peppino Impastato)

 

raddUSA today