eabio129Dopo l’interesse mostrato per l’argomento e le segnalazioni giunte da piu’ parti, abbiamo deciso di indagare ulteriormente sul progetto di costruzione di una centrale di trasformazione nell’area industriale della Val  di dittaino.

I progetti che hanno interessato, e continuano ad interessare, quest’area sono molteplici. La maggior parte dei quali si sono rivelati inutili, controproducenti, o, piu’ semplicemente, spot pre-elettorali.

E’ importante sottolineare che qualsiasi fase dello sviluppo di un progetto, anche la stesura di una bozza, comporta un certo impiego di denaro pubblico…cioe’ soldi dei cittadini che poi dovrebbero trarne vantaggio.

Per regolare tutto cio’ i nostri amministratori (comunali, provinciali e regionali) hanno deciso di creare degli apparati burocratico-programmatici adibiti a presentare progetti e di conseguenza a reperire fondi. Tra i tanti citiamo due organizzazioni che ci interessano da vicino: GAL Kalat e Corone degli Erei.

Quest’ultima organizzazione, che unisce i comuni di CASTEL DI IUDICA, CATENANUOVA, CENTURIPE, RADDUSA, RAMACCA e REGALBUTO, ha persino un BLOG  ( link ) aggiornato al giugno 2008 ed un SITO ( link ) “ufficiale” (ricco di link non funzionanti e addirittura della pubblicita’).

Visitando il sito “ufficiale” troverete molti documenti che in sostanza parlano solo di un progetto (oltre ai vari documenti di carattere burocratico-amministrativo) che a quanto pare, e’ andato avanti per anni.

Indovinate quale?

Quello riguardante la costruzione di una centrale a biomasse (trovate piu’ informazioni in merito nelle precedenti puntate de “La festa del Cancro”).

Ecco i documenti piu’ interessanti:

Manifestazione di interesse

Schema di funzionamento

Draft fattibilita’

Interessante notare anche la presenza di un indirizzo email:

coronedeglierei@interfree.it

Nel tentativo di contattare un rappresentante, una segreteria o un semplice impiegato.. abbiamo deciso di mandare una email per chiedere alcune delucidazioni.

Ecco il testo dell’email:

Salve,

dai documenti programmatici presenti sul vostro sito e’ inequivocabile l’interesse della “corone degli Erei” nella progettazione e realizzazione di un impianto a biomasse che dovrebbe interessare il territorio dei comuni aderenti a tale “organizzazione”.

Speriamo possiate rispondere alle seguenti domande:

1. In quale fase si trova l’iter del progetto?

2. Quali finanziamenti sono previsti per la realizzazione dell’opera?

3. Quali sono le aziende coinvolte?

4. Quale relazione c’e’ tra questo progetto e quello proposto anni prima che avrebbe dovuto interessare l’area di Val di Dittaino di cui si fa accenno su wikipedia: http://it.wikipedia.org/wiki/Polo_Industriale_di_Enna#Energia_Alternativa:_Enna_Solar_City_grazie_a_Dittaino

e su questo sito:

http://www.piazza-grande.it/dazebao/archivio/2005/legambiente/biomasse.htm

5. E’ gia’ stata individuata l’area?

6. Sono stati fatti studi sull’impatto ambientale sul lungo periodo relativamente a disponibilita’ delle materie prime, desertificazione e deforestazione, stabilita’ idrogeologica e approvvigionamento idrico oltre che sulla tossicita’ delle emissioni?

7. E’ stata coinvolta l’ARPA?

8. Avete condotto delle ricerche sullo stato di funzionamento delle altre centrali a biomasse presenti sul territorio italiano e sulla loro effettiva efficienza?

9. I cittadini dei comuni aderenti hanno ricevuto le dovute informazioni in merito? Non credete sia giusto chiedere il parere di chi vive nelle aree interessate, prima di iniziare a spendere soldi pubblici nella progettazione di un impianto a biomasse?


Nella speranza di ricevere delle risposte vi rivolgiamo i nostri piu’ cordiali saluti.

raddUSA today


A differenza di quanto era logico aspettarsi, stranamente, la “Sacra Corona Unita degli Erei” ha risposto alla nostra email…o quasi.

to be continued…

raddUSA today

P.S: Qui trovate il programma della festa del grano 2009

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email.2Caro blog di raddusa today,

da quello che scrivete nel vostro comunicato, mi accorgo che avete una speranza ancora viva cioe’ quella di un  futuro per il nostro paese.

Quello che penso io, guardando le persone e sopratutto i giovani come me, e’ che di speranze non ce ne sono e che siete degli illusi a pensare che qualcosa cambiera’ anche se cercate di informare la gente tanto non gli frega niente a nessuno.

L’unico destino che abbiamo e’ quello di sparire anche perche’ ormai siamo veramente quattro gatti e questi gatti sembrano buoni solo a leccarsi le ferite e se ne fregano di chi ha il bastone in mano.

L’unico modo per occuparsi di noi giovani e’ farci fare i pagliacci nelle scenette per le feste cosi’ facciamo finta di divertirci e facciamo divertire gli altri. Passiamo il tempo con la playstation bevendo e fumando e andando a fare le passeggiate con la macchina o con la moto e cercando di sparlare la gente. Alla fine siamo buoni solo a quello e ci piace. Io ormai mi annoio.

Anche io sono su facebook e da quello che vedo scrivere si capisce che tutti si lamentano e mai nessuno dice cosa fare per migliorare la situazione di raddusa, anzi si scrivono stronzate che non servono a niente.

Io spero solo di lasciare presto raddusa e chi  si annoia e non sa che fare.

Potete pubblicare questa email.


un giovane raddusano.

La notizia che ha infiammato l’estate raddUSAna e’ certamente l’arresto del dipendente comunale S.L. (omettiamo nome e cognome per attenerci ad un semplice formalismo che non ha motivo di esistere in una piccola realta’ come la nostra) con l’accusa di truffa ai danni dello stato per essersi allontanato dall’edificio comunale dopo aver timbrato l’entrata (riportiamo, per chi non l’avesse letto l’articolo de La Sicilia).
Non e’ nostro interesse entrare nell’ambito privato della vicenda ne tantomeno nel merito della questione legale, lasciamo ai magistrati, avvocati e giudici il proprio lavoro.
E’ forse di maggiore interesse capire come si e’ arrivati a tutto questo e capire bene quale valore hanno oggi le parole “truffa ai danni dello stato”.

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La notizia che ha infiammato l’estate raddUSAna e’ certamente l’arresto del dipendente comunale S.L. (omettiamo nome e cognome per attenerci ad un semplice formalismo che non ha motivo di esistere in una piccola realta’ come la nostra) con l’accusa di truffa ai danni dello stato per essersi allontanato dall’edificio comunale dopo aver timbrato l’entrata (riportiamo, per chi non l’avesse letto l’articolo de La Sicilia).

arresto SL

Non e’ nostro interesse entrare nell’ambito privato della vicenda ne tantomeno nel merito della questione legale, lasciamo ai magistrati, avvocati e giudici il proprio lavoro.

E’ forse di maggiore interesse capire bene come si e’ arrivati a tutto questo e  quale valore hanno oggi le parole “truffa ai danni dello stato“.

L’inasprimento dei controlli sui dipendenti pubblici assenteisti (l’ultima ruota del carro della babele burocratica italiana) e’ piuttosto recente e tale provvedimento porta in calce la firma del ministro Renato Brunetta.

Analizzando il quadro generale della pubblica amministrazione italiana, risulta che una buona parte dei dipendenti pubblici è di basso profilo e, che in termini percentuali, i costi sono tra i piu’ alti in Europa e la resa è tra le piu’ basse ( i dipendenti pubblici francesi costano circa la meta’ e rendono circa cinque volte).

Sarebbe immediato chiedersi quindi chi ha assunto queste risorse di basso profilo? Chi dimostra di non essere in grado di gestire questo personale in maniera efficiente?

Un provvedimento serio dovrebbe tenere conto di questi e molti altri aspetti che caratterizzano l’ormai tradizionale inefficienza della P.A. italiana.

Gonfiare gli organici, aumentare a dismisura il numero dei dirigenti, impegati, consultenti e collaboratori, spesso per “sistemare” gli amici degli amici, ha delle ripercussioni notevoli.

Considerando poi che si parla di un mondo costellato da enti e societa’ pubbliche, partecipate, semicontrollate, delegate, municipalizzate…non se ne viene piu’ a capo.

Qual’e’ allora la vera truffa ai danni dello stato? Chi sono i veri responsabili?

Visto che la gestione della cosa pubblica e’ compito della politica, e’ la politica stessa che deve dire esplicitamente perchè si è arrivati a questo.

Ma se la politica deve dare le risposte sarebbe logico aspettarsi che siano i politici stessi a dare l’esempio.

Ad esempio…

…proprio il mini-ministro, Renato Brunetta, simbolo della battaglia contro i fannulloni nella P.A, e’ stato tra gli euro-parlamentari italiani piu’ assenteisti.

Lo sottolinea il Piccolo di Trieste, che cita il sito web radicale ‘Fai notizia’, secondo cui il ministro si piazza al 611/mo posto come presenze tra gli euro-parlamentari, con una percentuale circa del 48,21%.

In fondo gli esempi sono tanti…basta guardare le sedute pubbliche di camera e senato per capire dove iniziano le radici del concetto di “truffa ai danni dello stato”.

Puntualizziamo poi che gli stipendi degli operai-impiegati non ha niente a che vedere con quello dei dirigenti-politici.

Tanto che si puo’ ipotizzare che il 30% in meno di malattie monitorate dopo l’iniziativa del ministro Brunetta è probabilmente da attribuire anche a qualche povero disperato costretto ad andare a lavoro “ammalato” per non vedersi decurtare il misero stipendio.

Qualsiasi dipendente pubblico di qualsiasi ente, sa di dover affrontare quasi giornalmente ostacoli ed inefficienze dovuti ad un sistema obsoleto che tende a scoraggiare anche il lavoratore piu’ efficiente e motivato.

Si capisce quindi che la vera truffa ai danni dei cittadini e’ strutturale ancor prima che culturale.

I vari S.L. che a torto o a ragione si vedono contestare accuse simili sono in fondo capri espiatori e non rappresentano certamente un anomalia in un sistema che strutturalmente e’ destinato a collassare

…meglio prima che poi.

raddUSA today

P.S:  Da Wikipedia (it):

Fuffa = “Situazioni di accantonamento reiterato nel tempo. Per esempio una cantina nella quale si accumula materiale per anni, che in seguito si riconosce come parzialmente o totalmente inutile

Riprendiamo dopo la pausa con una riflessione sul lavoro fin qui svolto ed una breve analisi delle reazioni che abbiamo registrato in questi pochi mesi dalla nascita del blog.

Considerando la realtà raddUSAna era logico aspettarsi grande curiosità nei confronti di chi scrive, in fondo qualsiasi raddUSAno/a che si definisce tale deve fare i conti con la curiosità popolare, forte strumento di coesione sociale ma al tempo stesso gabbia culturale in cui rimbomba l’eco delle parole: “di cusì figghiu..?”.

Come più volte ribadito raddUSAtoday vuole essere uno strumento aperto a tutti e proprio per tutelare chi intende divulgare notizie, fatti ed opinioni, anche personali, preferiamo restare anonimi.

Coloro i quali hanno scritto e commentato sul blog ,anche privatamente, attraverso posta elettronica o facebook, sia per palesare forti malumori ed ingiurie, sia per rivolgerci apprezzamenti e spunti di riflessione, sono la riprova della validità dell’iniziativa ed unica nostra fonte di sostegno e vanto.

L’introduzione di una forma di informazione innovativa non vincolata ad alcuna formazione politica ha dato vita a diverse reazioni.

Dalla nascita di siti legati agli schieramenti politici già esistenti, alla censura (temporanea?) degli atti pubblici sul sito ufficiale del comune, alle dichiarazioni ufficiose (ed in quanto tali non riportate sul blog) da parte di amministratori e componenti della giunta e del consiglio comunale in relazione al blog.

Abbiamo provato più volte a contattare persone, organizzazioni, enti, società etc.. e nella stramaggioranza dei casi ci siamo trovati di fronte a veri e propri ostacoli, o peggio, ad un omertoso silenzio.

Tuttavia non demordiamo. Anche se le fonti, necessarie per poter scrivere di ciò che avviene nel nostro territorio, tacciono, cercheremo di leggere tra le righe delle poche parole che vengono rese pubbliche.

La (dis)organizzazione mafiocratica che governa la nostra regione vede il nostro paesello, da sempre, come una delle tante pedine nello scacchiere della ripartizione di voti (di scambio).

La gerarchia governativa attuale rappresenta uno svantaggio per l’attuale coalizione che amministra oggi raddUSA anche se poi, si sa, gli interessi economici vanno aldilà delle divisioni politiche. La differenza sta nel prezzo…e quello lo pagano sempre e solo i cittadini.

L’evidenza della crisi dell’attuale classe dirigente (senza distinzioni) e dei personaggi legati al morente sistema partitico, che infestano ancora le amministrazioni e gli enti delle varie realtà del territorio, si legge nei fatti.

Siamo in una stagnazione economica, culturale e politica senza precedenti e anche coloro che tradizionalmente “sinnifuttunu” ne vengono colpiti.

Ostinarci a cercare una luce percorrendo un tunnel senza via d’uscita è da sciocchi.

Trovare nuove soluzioni per organizzare la vita civile è l’unica alternativa possibile. E’ un cammino lungo e difficile ma gli esempi di democrazia partecipativa ci sono, funzionano e stanno venendo alla ribalta in molti paesi del mondo come risposta alle varie crisi finanziarie ed economiche.

La ricetta c’è già e prevede che i cittadini delle piccole realtà locali discutano e partecipino attivamente ad ogni singola decisione sui temi fondamentali quali energia, acqua, salute, cibo, attività economiche, mobilità etc..

Lo spirito di iniziativa, i mezzi e le informazioni non mancano.

Far si che il messaggio raggiunga la coscienza della gente è il passo più difficile.

Noi, nel nostro piccolo, ci proveremo.

raddUSA today

Intervallo

Ecco i risultati del voto per l’elezione dei 72 rappresentanti italiani al parlamento europeo nel comune di raddUSA.

elezioni-europee

Votanti: 1427 (50% circa degli aventi diritto)

PARTITI


risultati europee 09 raddusa

(I radicali della lista Pannella-Bonino ed il movimento sociale-fiamma tricolore hanno ottenuto 8 voti)

I 10 CANDIDATI CHE HANNO RICEVUTO IL MAGGIOR NUMERO DI PREFERENZE:

TRIPI (PD)         234
LA VIA (PDL)        214
LOMBARDO (MPA)      198
BORSELLINO (PD)     190
ROMANO (UDC)         189
CROCETTA (PD)      165
MUSUMECI (MPA)       151
LANTIERI (UDC)      121
CIMINO (PDL)        77
STRANO (PDL)        66

TRIPI                    (PD)                          234

LA VIA                 (PDL)                       214

LOMBARDO        (Destra-MPA)       198

BORSELLINO     (PD)                          190

ROMANO             (UDC)                       189

CROCETTA          (PD)                          165

MUSUMECI        (Destra-MPA)         151

LANTIERI           (UDC)                        121

CIMINO                (PDL)                         77

STRANO               (PDL)                         66

ELETTI

I 6 candidati eletti che occuperanno le poltrone all’europarlamento per la circoscrizione Italia-insulare sono:

– BORSELLINO (PD)

– CROCETTA (PD)

– ALFANO (IDV)

– IACOLINO (PDL)

– LA VIA (PDL)

– ANTINORO (UDC)

 

Riapriamo le danze! 
Avevamo lasciato Don Vito Bonsignore, gia’ in odor di santita’, alle prese con la caduta del “colosso” di Prodi, attraverso la societa’ MEC.
E’ importante puntualizzare che MEC è la società italiana che controlla la Gefip, società sempre di Vito Bonsignore, immischiata nei loschi affari di Bancopoli.
Riassumiamo un po il quadro della situazione.
Bonsignore è invischiato in Bancopoli, finanzia con la stessa società indagata il partito di (d)emente Mastella e Mastella, pochissimi mesi dopo, fa cadere il governo. Dite che c’è una relazione? Chissa’!
Nel frattempo avviene l’imprevisto: l’UDC rompe definitivamente (chissa’ per quanto ancora) con Silvio Berlusconi. Bonsignore, dopo aver fatto da “garante politico ed economico” in Bancopoli (questo secondo le accuse), con altri presunti esponenti del PiDueLle, e dopo aver contribuito alle casse sociali del partito transfugo di Mastella, volete che rimanga con un pugno di mosche in mano, senza una ricompensa da parte dell’amico Silvio?
No di certo! Neanche un mese dopo la caduta del “colosso” di Prodi, don Vito brucia Mastella e Dini sul tempo e con un balzo acrobatico degno di una medaglia alle olimpiadi della quadriglia, il 16 febbraio diventa, accolto con tutti gli onori, un membro del PiDueLle!
Grandioso! 
Il mistero della fede nel segreto del Liechtenstein
La storia del nostro santo potrebbe chiudersi qui, se non fosse che c’è un’altra faccenda ancora tutta da chiarire: i conti segreti degli italiani in Liechtenstein. 
Prima che i nomi dei titolari di tali conti segreti (ed illegali) venissero fuori, si vociferava di una caterva di esponenti politici legati alla faccenda. Una volta pubblicati i nomi, risulta presente un solo esponente politico oltre al reo-confesso Rocco Buttiglione che si giustificava affermando di aver lavorato a Vaduz. Indovinate chi?
Bravi! Avete indovinato anche questa volta!
5,5 milioni di euro ancora non spiegati in un conto in Liechtenstein di proprietà di San-don Vito Bonsignore.
Potremo dilungarci ulteriormente se consideriamo che sua figlia, Katia Bonsignore, è socia di Stefano Previti, figlio di Cesare Previti, all’interno della società Azzurra 2000, che si occupa di certificare le carte delle imprese edili per i lavori pubblici. Ma aspettiamo che questa unione di elementi “geneticamente selezionati” possa produrre quei frutti che i loro padri hanno regalato alla nazione prima di avanzare dei sospetti.
Terminiamo il nostro racconto con una piccola rassegna stampa che possa mettere in luce il legame che unisce don Vito alla nostra piccola comunita’, forte  testimonianza della fede nelle opere del nostro futuro santo patrono.
Chissa’ se l’ex cinema Lo Monaco, futuro centro culturale, diverra’ presto il simbolo del tributo di raddUSA a questo grande personaggio. Che ne dite? E’ forse blasfemo chiedere all’attuale sindaco di cambiare idea (nel caso non si fosse gia’ fatto)?
Ops…quasi dimenticavamo. Le domande non sono ben accette a raddUSA…figuriamoci le risposte.

buonsignore di calcutta                         Riapriamo le danze! 

 

Avevamo lasciato Don Vito Bonsignore, gia’ in odor di santita’, alle prese con la caduta del “colosso” di Prodi, attraverso la societa’ MEC.

E’ importante puntualizzare che MEC è la società italiana che controlla la Gefip, società sempre di Vito Bonsignore, immischiata nei loschi affari di Bancopoli.

 

 

 

Riassumiamo un po il quadro della situazione.

Bonsignore è invischiato in Bancopoli, finanzia con la stessa società indagata il partito di (d)emente Mastella e Mastella, pochissimi mesi dopo, fa cadere il governo. Dite che c’è una relazione? Chissa’!

Nel frattempo avviene l’imprevisto: l’UDC rompe definitivamente (chissa’ per quanto ancora) con Silvio Berlusconi. Bonsignore, dopo aver fatto da “garante politico ed economico” in Bancopoli (questo secondo le accuse), con altri presunti esponenti del PiDueLle, e dopo aver contribuito alle casse sociali del partito transfugo di Mastella, volete che rimanga con un pugno di mosche in mano, senza una ricompensa da parte dell’amico Silvio?

No di certo! Neanche un mese dopo la caduta del “colosso” di Prodi, don Vito brucia Mastella e Dini sul tempo e con un balzo acrobatico degno di una medaglia alle olimpiadi della quadriglia, il 16 febbraio diventa, accolto con tutti gli onori, un membro del PiDueLle!

Grandioso! 

E’ evidente cio’ che lega san-don Vito Bonsignore all’ex ministro della (in)giustizia Mastella (che guardacaso compare nel registro degli indagati in piu’ di un procedimento e da poco rinviato a giudizio). Il ballo dei partiti e delle poltrone, antica danza dalle origini ancestrali…e subito vengono in mente note meravigliose come quelle del ballo del potere.

Il mistero della fede nel segreto del Liechtenstein.

 

La storia del nostro santo potrebbe chiudersi qui, se non fosse che c’è un’altra faccenda ancora tutta da chiarire: i conti segreti degli italiani in Liechtenstein

Prima che i nomi dei titolari di tali conti segreti (ed illegali) venissero fuori, si vociferava di una caterva di esponenti politici legati alla faccenda. Una volta pubblicati i nomi, risulta presente un solo esponente politico oltre al reo-confesso Rocco Buttiglione che si giustificava affermando di aver lavorato a Vaduz. Indovinate chi?

Bravi! Avete indovinato anche questa volta!

5,5 milioni di euro ancora non spiegati (in un conto in Liechtenstein di proprietà di San-don Vito Bonsignore.

 

Epilogo(?)

Potremo dilungarci ulteriormente se consideriamo che sua figlia, Katia Bonsignore, è socia di Stefano Previti, figlio di Cesare Previti, all’interno della società Azzurra 2000, che si occupa di certificare le carte delle imprese edili per i lavori pubblici. Ma aspettiamo che questa unione di elementi “geneticamente selezionati” possa produrre quei frutti che i loro padri hanno regalato alla nazione prima di avanzare dei sospetti.  Dopotutto c’e’ ancora tempo per qualche altro colpo di coda per le vecchie iene delle repubbliche prima e seconda (san Vito Bonsignore e’ nuovamente candidato alle europee).

Caligola porto’ un cavallo in parlamento, ma si guardo’ bene dal fare entrare asini, vacche e maiali….figuriamoci le iene canute.

 

 

Terminiamo il nostro racconto con una piccola rassegna stampa che possa mchiarire il legame che unisce don Vito alla nostra piccola comunita’, forte  testimonianza della fede nelle opere del nostro, chissa’,  futuro santo patrono.

 bonsignore a raddusa             bonsignore e i raddusani a bruxelles              bonsignore raddusa rivoli   bonsignore ex cinema lo monaco

Da quanto viene riportato forse l’ex cinema Lo Monaco, futuro centro culturale, diverra’ presto il simbolo del tributo di raddUSA a questo grande personaggio. Che ne dite? E’ forse blasfemo chiedere all’attuale sindaco di cambiare idea (nel caso non lo avesse gia’ fatto)?

Ops…quasi dimenticavamo. Le domande non sono ben accette a raddUSA…figuriamoci le risposte.

 

raddUSA today